Batteria smartphone: 4 pratiche consolidate per aumentarne i cicli di ricarica

note 4-quick-chargeSo che desideri avere un’autonomia migliore, di fatto lo desideriamo tutti. In pochi, però, sanno che le batterie hanno una durata di vita limitata, dopo un certo numero di cicli di ricarica le loro prestazioni calano vistosamente con conseguenze negative anche per l’autonomia. Per fortuna questi cicli possono essere aumentati con un utilizzo adeguato e nell’articolo di oggi andrò a spiegarti nel dettaglio come fare tutto questo.

Questi metodi sono stati testati ufficialmente tramite diversi studi, quindi non sono opinioni personali o cose sentite dai vicini di casa. Ecco dunque i 4 metodi consolidati che ti faranno aumentare il ciclo di vita della batteria del tuo smartphone e ti permetteranno di aumentare la sua durata sul lungo periodo:data2

1. Niente scariche complete – Hai mai sentito parlare dell’effetto memoria? In pratica le batterie avevano bisogno di essere scaricate completamente affinchè si “ricordassero” la loro capacità. Se non lo si faceva, l’autonomia ne risentiva. Con le batterie moderne questo non è più necessario. Scaricare completamente la batteria non porta benefici ed, anzi, può causare dei cali prestazionali a lungo andare.

2. Ricariche parziali – Sulla falsa riga del primo ragionamento, le batterie hanno cicli vitali più lunghi quando vengono ricaricate parzialmente, in genere sul 40-50% della capacità totale. Un esempio pratico per farti capire l’utilità di questo secondo punto: eseguendo ricariche complete (quindi del 100% in una sola volta), i cicli di vita della batteria si aggirano tra i 300 ed i 500. Poniamo che tu debba ricaricare lo smartphone una volta al giorno: prima di sentire un calo della batteria passeranno tra i 300 ed i 500 giorni, quindi nel peggiore dei casi durerà meno di 1 anno, mentre nel migliore si arriverà a circa 1 anno e mezzo. Effettuando ricariche “incomplete” del 50% i cicli aumentano da un minimo di 600 ad un massimo di 750. Bella differenza, vero?

Eseguendo ricariche ancora minori (nell’ordine del 25% – 10%) si hanno risultati superiori rispetto a quelle complete, ma inferiori a quelle del 50%. Mantieni il livello minimo della batteria sul 40% e quello massimo sull’80-90%, i miglioramente a lungo termine saranno importanti.

data13. Basse temperature – La batteria ha una maggiore durata a basse temperature e riesce a recuperare al meglio la sua carica. Se gli 0°C sono la temperatura ideale, dai 40°C in su il degrado è vistoso. I 25°C, quindi una temperatura media, provocano dei peggioramenti, ma eseguendo ricariche parziali del 40% le perdite si aggirano solamente al 4% – dopo 3 mesi di utilizzo. Anche con 0°C si verifica una perdita del 2%, questo perché è un qualcosa di fisiologico. Anche temperature negative possono danneggiare la batteria, quindi lasciare lo smartphone nel frigo non porterà benefici, anzi.

4. Scollegare il caricabatterie – Il lasciare agganciato il caricabatterie oltre il 100% non risulta pericoloso come si potrebbe pensare. L’unico problema è che questa pratica aumenta la temperatura della batteria e quindi ne peggiora le prestazioni. So che in molti lo fanno perché ricaricano lo smartphone durante la notte, ma per quanto possibile cerca di anticipare la ricarica prima delle ore notturne.

Seguendo questi 4 punti avrai sicuramente dei miglioramenti, però è inutile sognare ad occhi aperti: dopo circa 2 anni ci sarà un calo naturale delle prestazioni. Quello che puoi fare è rimandare il più possibile questo inevitabile evento, ma non perderci le notti provando a fare tutto alla perfezione.

Ci saranno giorni nei quali non avrai il caricabatterie a portata di mano e quindi prosciugherai tutta la percentuale residua, altri nei quali ti dimenticherai di scollegarlo dalla presa di corrente una volta arrivato al 100%. Anche se ho scritto questo articolo conoscendo i 4 punti a memoria, anche io commetto tuttora alcuni degli errori sopracitati, la differenza sta nel fatto che cerco di limitarli quando posso.

Facendo questo sono riuscito a portare il mio smartphone (Nexus 4) alla veneranda età di 1 anno e 8 mesi e la batteria sembra dare ancora risultati sufficienti, quindi non ti resta che provare ad adottare almeno un paio dei miei consigli ed osservare i miglioramenti.

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Negli ultimi anni ho provato più di 50 smartphone. Tra tutti questi, quelli che ho preferito nettamente avevano a bordo Android. La passione per il robottino verde è profonda ed il modo che ho di esprimerla al meglio è scrivere su questo blog. Recensioni, guide e consigli per sfruttare al meglio il tuo dispositivo Android sono gli argomenti principali che trovi costantemente su vilcus.com